1. Premessa
l ricorso al TAR rappresenta il principale strumento di tutela contro le decisioni della Pubblica Amministrazione.
Quando un’impresa o un cittadino ritiene che un provvedimento amministrativo sia illegittimo o ingiusto può rivolgersi a uno studio legale esperto in diritto amministrativo o a un avvocato amministrativista per chiederne l’annullamento della decisione davanti al Tribunale Amministrativo Regionale (TAR).
Nel nostro lavoro quotidiano assistiamo imprese e persone fisiche che si trovano a dover reagire a provvedimenti amministrativi illegittimi o errati: un’esclusione inattesa, un’autorizzazione negata, una sanzione o una richiesta rimasta senza risposta. In questi casi, il primo bisogno è comprendere se esistono concrete possibilità di tutela e quali sono i tempi entro cui è possibile agire.
Questa guida nasce dalle domande che più frequentemente ci vengono rivolte da chi valuta di proporre un ricorso al TAR. L’obiettivo è offrire informazioni chiare e comprensibili su come funziona il ricorso, quali sono le tempistiche e i costi, e quale ruolo svolge l’avvocato amministrativista nella tutela dei diritti di imprese e cittadini, così da consentire scelte consapevoli fin dalle prime fasi.
2. Cos’è un ricorso al TAR e quando si può fare
l ricorso al TAR è l’atto con cui si chiede al giudice amministrativo di annullare una decisione della Pubblica Amministrazione, ritenuta illegittima o ingiusta. Attraverso questo strumento, imprese e cittadini possono tutelarsi contro provvedimenti che producono effetti negativi e concreti sui propri interessi personali o professionali.
Le situazioni che possono portare a presentare un ricorso al TAR sono molteplici e riguardano spesso decisioni che incidono direttamente sull’attività o sulla vita del destinatario.
Si può ricorrere, ad esempio:
- contro un’esclusione da una gara d’appalto, per ottenere la riammissione alla procedura e la possibilità di partecipare alla selezione;
- contro l’esclusione o la mancata ammissione a un concorso pubblico, al fine di essere riammessi alla procedura concorsuale;
- contro il rigetto di una domanda o di un’istanza, oppure contro il diniego di un permesso o di un’autorizzazione, per ottenere il riesame della richiesta e la rimozione del provvedimento ostativo;
- contro una sanzione amministrativa ritenuta illegittima o sproporzionata, per ottenerne l’annullamento o la riduzione.
Il ricorso è possibile anche nei casi di inerzia della Pubblica Amministrazione, quando un ente non risponde entro i termini di legge a una richiesta presentata da un’impresa o da un cittadino.
In tutti questi casi, il ricorso al TAR consente di sottoporre la decisione dell’amministrazione al vaglio del Tribunale Amministrativo Regionale, al fine di ottenerne l’annullamento e, quando ne ricorrono i presupposti, anche il risarcimento del danno subito.
3. Come si fa un ricorso al TAR e quale avvocato serve
Per proporre un ricorso al TAR è necessario rivolgersi a un avvocato amministrativista, ossia a un professionista esperto in diritto amministrativo e nella tutela contro gli atti illegittimi della Pubblica Amministrazione.
Il ricorso al TAR, infatti, è un atto scritto, redatto da un avvocato, all’interno del quale ll’avvocato spiega in modo chiaro per quali ragioni il provvedimento adottato dall’amministrazione non è corretto, evidenziando gli errori commessi e le conseguenze negative subite dall’impresa o dal cittadino.
Affidarsi a un avvocato specializzato in ricorsi al TAR è fondamentale anche perché il procedimento segue regole e tempistiche precise, che devono essere conosciute e rispettate fin dall’inizio. Una consulenza qualificata consente non solo di impostare correttamente il ricorso, ma anche di valutare in modo realistico le possibilità di successo, evitando iniziative inutili o tardive.
4. Qual è il termine per proporre ricorso al TAR?
Prima ancora di valutare se vale la pena proporre un ricorso al TAR, è fondamentale verificare se si è ancora in tempo per farlo. Le decisioni della Pubblica Amministrazione, infatti, possono essere contestate solo entro termini precisi e perentori: una volta scaduti, il ricorso non è più possibile, nemmeno quando il provvedimento è manifestamente illegittimo o ingiusto.
Proprio per questo motivo è essenziale contattare fin da subito un avvocato amministrativista esperto in ricorsi al TAR, così da ottenere una valutazione tempestiva sia sui termini sia sulle concrete possibilità di tutela.
Nella maggior parte dei casi, il termine per proporre ricorso al TAR è di 60 giorni. Tuttavia, in alcune materie, il termine è più breve e si riduce a 30 giorni. Il termine inizia a decorrere dal momento in cui il provvedimento diventa conoscibile dal destinatario, e in particolare:
- dalla notifica dell’atto, quando l’amministrazione comunica formalmente il provvedimento;
- dalla pubblicazione, ad esempio sull’albo pretorio o su altri canali ufficiali;
- dalla conoscenza effettiva, anche informale, purché certa, del contenuto dell’atto.
Il rispetto dei termini è un aspetto decisivo del ricorso al TAR: una verifica tardiva può precludere ogni possibilità di difesa, indipendentemente dalla fondatezza delle ragioni.
5. A quale TAR fare ricorso?
l ricorso al TAR deve essere presentato davanti al Tribunale Amministrativo territorialmente competente, che, di regola, è quello della Regione in cui ha sede l’amministrazione che ha adottato il provvedimento contestato.
Ad esempio, un atto emanato da un ente con sede a Bologna rientra nella competenza del TAR Emilia-Romagna, mentre un provvedimento adottato da un ministero o da un’autorità centrale è spesso impugnabile davanti al TAR Lazio.
Oggi i ricorsi al TAR sono in larga parte gestiti in modalità telematica, circostanza che ci consente di assistere imprese e cittadini davanti ai tribunali amministrativi di tutta Italia.
Nella pratica, abbiamo seguito ricorsi presentati davanti a diversi TAR regionali – tra cui, a titolo esemplificativo, il TAR Emilia-Romagna, il TAR Lazio, il TAR Lombardia, il TAR Veneto, il TAR Piemonte, il TAR Toscana – in base alla sede dell’amministrazione che ha adottato l’atto impugnato.
Il nostro studio legale assiste imprese e cittadini nei ricorsi al TAR su tutto il territorio nazionale, occupandosi dell’individuazione del giudice competente e della gestione del contenzioso davanti al Tribunale Amministrativo Regionale competente, indipendentemente dalla Regione interessata.
6. Quanto costa un ricorso al TAR?
I fattori che incidono sul costo di un ricorso al TAR sono essenzialmente due:
- il contributo unificato e
- l’onorario dell’avvocato.
Il contributo unificato è una sorta di tassa dovuta allo Stato per avviare il giudizio davanti al TAR. Il suo importo varia in base alla tipologia e al valore della causa e rappresenta un costo fisso previsto dalla legge, indipendente dall’attività del legale.
L’onorario dell’avvocato, invece, dipende dalla complessità della questione trattata, dal tipo di provvedimento da impugnare e dall’attività necessaria per impostare correttamente la difesa.
Alle persone che ci contattano forniamo sempre un preventivo scritto, chiaro e dettagliato, predisposto applicando i parametri forensi stabiliti dal Ministero della Giustizia, così da garantire criteri oggettivi, trasparenti e conformi alla normativa vigente, e consentire al cliente di conoscere fin dall’inizio i costi dell’assistenza legale.
Tuttavia, è importante precisare che il preventivo viene formulato solo dopo una valutazione preliminare del caso: lo studio propone il ricorso al TAR esclusivamente quando emergono concrete possibilità di tutela. In questo modo, imprese e cittadini possono compiere le proprie valutazioni in modo consapevole, evitando iniziative prive di reali prospettive.
7. Quanto dura un ricorso al TAR?
La durata di un ricorso al TAR può variare in base alla tipologia della controversia e al carico di lavoro del tribunale competente. In linea generale, per arrivare a una sentenza definitiva occorre considerare un tempo compreso tra i 12 e i 24 mesi, con differenze che possono dipendere dalla Regione e dalla complessità del caso.
Esistono tuttavia situazioni in cui è possibile ottenere una tutela più rapida.
Nei casi di particolare urgenza, infatti, è possibile chiedere al giudice l’adozione di una misura cautelare, volta a sospendere temporaneamente gli effetti del provvedimento impugnato. In queste ipotesi, una prima decisione può intervenire anche nel giro di poche settimane, purché sussistano concreti profili di gravità e urgenza tali da giustificare un intervento immediato.
8. Vuoi presentare un ricorso al TAR contro il Comune?
Se stai cercando un avvocato amministrativista e vuoi capire se è possibile proporre un ricorso al TAR contro una decisione di un Comune o di un’altra amministrazione pubblica, puoi contattare il nostro studio senza impegno. È sufficiente inviarci una e-mail, compilare il form di contatto oppure chiamarci telefonicamente.
Per consentirci una prima valutazione rapida, ti chiediamo cortesemente di indicarci:
- quale amministrazione pubblica ha adottato il provvedimento;
- che tipo di atto è stato emesso (ad esempio diniego, esclusione, sanzione, ordinanza);
- quando ne hai avuto conoscenza;
- una breve descrizione del problema.
Dopo una prima analisi, verrai ricontattato nel giro di poche ore per capire se sussistono i presupposti per agire e quali sono i possibili passi successivi. Come illustrato nei paragrafi precedenti, lo studio valuta i ricorsi con attenzione, tenendo conto sia dei termini di legge sia delle concrete possibilità di tutela.
Compila il modulo: ti ricontattiamo entro 24 ore.
I contenuti di questa pagina si riferiscono a fattispecie generali e non possono in alcun modo sostituire il contributo di un avvocato. Per ottenere un parere legale in ordine alla questione giuridica che interessa è possibile richiedere una consulenza, oppure fissare un appuntamento. Gli autori declinano ogni responsabilità per errori od omissioni, nonché per un utilizzo improprio o non aggiornato delle presenti informazioni.